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Aci: 39% auto ha più di 15 anni, valutare ipotesi leasing sociale

AttualitàAci: 39% auto ha più di 15 anni, valutare ipotesi leasing sociale

Salvini: principio sacrosanto, ma evitare controindicazioni

Milano, 28 nov. (askanews) – Accelerare il rinnovo del parco circolante per ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza: in Italia quasi 4 auto su 10 (39%) hanno più di 15 anni d’età; consentire l’uso dei veicoli con sistemi avanzati di assistenza alla guida e favorire l’acquisto di auto a basse emissioni con incentivi rivolti in particolare alle categorie meno abbienti. Sono alcuni punti del Rapporto della Fondazione Caracciolo per una mobilità più sicura e sostenibile, presentato alla 76esima Conferenza del Traffico e della Circolazione organizzata dall’Aci.

Per quanto riguarda gli incentivi, l’Aci seguendo l’esempio francese, propone di attivare un leasing “sociale” da parte dello Stato, con facoltà per le famiglie a minor reddito di usufruire da subito di un’auto più sostenibile con il pagamento di un modesto canone mensile, compreso fra 75 e 125 euro, e la possibilità di riscattare il mezzo con una rata finale. Una soluzione basata su un “principio sacrosanto”, ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, nel suo intervento alla Conferenza, ma che richiede un confronto “per essere messa a terra senza controindicazioni, come accaduto con altre misure quali il bonus facciate”.

Secondo la Fondazione Caracciolo nel 2035 l’incidenza dei modelli termici in circolazione sarà ancora importante “con percentuali di diffusione non inferiori al 50%”. Nei prossimi 10 anni l’85% degli automobilisti infatti pensa di acquistare auto termiche o ibride, ma solo il 14% valuta l’acquisto di un’elettrica. Per questo oltre che sulle rinnovabili per la ricarica delle elettriche (nel 2021 il 41% dell’energia elettrica è stata prodotta con rinnovabili) è necessario puntare sui biocarburanti derivanti da rifiuti e scarti agricoli e alimentari che abbattono le emissioni e hanno consumi energetici bassi, pari a 10,09 kW/100 km rispetto ai 14,5 kW/100 km delle elettriche. Restano lontani gli e-fuel con 156,8 kW/100 km, 15 volte più dei biocarburanti.

“La mobilità di domani – ha dichiarato il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani – sarà un ecosistema complesso. Per arrivarci, occorre lavorare oggi su un insieme di criticità che richiedono un sistema integrato di azioni, coordinate da una politica di lungo periodo che favorisca l’evoluzione tecnologica dei veicoli, l’ammodernamento delle infrastrutture stradali ed energetiche, l’adeguamento della normativa e la diffusione di una nuova cultura della mobilità responsabile e sostenibile per tutti”.

Secondo Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Caracciolo e vicepresidente Aci, “Per tradurre in politiche concrete e razionali gli scenari virtuosi prefigurati nei programmi, è necessario mantenere un approccio realistico e tecnologicamente neutro. Un significativo contributo alla decarbonizzazione della mobilità può derivare dai biocarburanti avanzati, già utilizzabili nei veicoli in circolazione, che offrono livelli emissivi analoghi a quelli dei veicoli elettrici e consumi energetici addirittura inferiori. Senza contare i benefici in termini di economia circolare”.

Le nuove tecnologie di assistenza alla guida invece possono offrire un contributo determinante in materia di sicurezza stradale. Analizzando le medie Aci-Istat sull’incidentalità stradale degli ultimi 10 anni, in Italia, i moderni sistemi di sicurezza avrebbero potuto evitare il 28% degli incidenti frontali, il 21% di quelli laterali e l’11% di incidenti che coinvolgono i pedoni. Nei prossimi 15 anni, secondo la Commissione Europea, i sempre più evoluti sistemi di assistenza alla guida (Adas), e le funzionalità più avanzate di guida autonoma, potranno salvare oltre 25mila vite ed evitare almeno 140mila lesioni gravi.

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