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Agricoltura, la Campania cresce nella coltura protetta del pomodoro da mensa. Confagricoltura: “Nuove sfide all’orizzonte”

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La Campania si conferma un pilastro nella produzione di pomodoro da mensa in Italia, distinguendosi sia per le coltivazioni in pieno campo che per quelle in coltura protetta. I dati Ismea del 2024 testimoniano una crescita significativa, con la regione che detiene il 13% della superficie nazionale dedicata alla coltura protetta, pari a 898 ettari, e il 6% di quella in pieno campo, con 1.085 ettari.

La produzione annua raggiunge cifre considerevoli: 53.300 tonnellate in pieno campo, con Salerno e Napoli a guidare la classifica provinciale, e ben 70.010 tonnellate in coltura protetta, dove Salerno si conferma leader con 48.550 tonnellate.

Tuttavia, fa sapere Confagricoltura Campania, il settore si trova ad affrontare sfide cruciali per mantenere la propria competitività. L’aumento dei costi di produzione e delle importazioni da paesi come Marocco e Turchia, con volumi elevati, mette a dura prova i produttori locali. La riduzione dei fitofarmaci consentiti dall’UE complica ulteriormente la protezione delle colture, rendendo necessaria un’armonizzazione delle normative a livello europeo.

Si rende necessaria una modifica al regolamento comunitario per aumentare le dimensioni delle lettere utilizzate per la indicazione del Paese d’origine e consentire l’inserimento di un logo sulla confezione per rafforzare la preferenza comunitaria.

Investimenti in ricerca e innovazione sono essenziali per migliorare la sostenibilità e l’efficienza delle produzioni in serra. Un dialogo rafforzato con le istituzioni e la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) è cruciale per contrastare la concorrenza sleale e promuovere il pomodoro campano sui mercati nazionali ed europei.

 

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