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Al Teatro Tor Bella Monaca è stato rinnovato il Manifesto per l’Equità della Salute

Primo PianoAl Teatro Tor Bella Monaca è stato rinnovato il Manifesto per l’Equità della Salute

ROMA – Rinnovare, a sei anni dalla sua approvazione, il Manifesto per l’Equità della Salute. E farlo allargando il focus, al di là delle azioni che possono compiere i singoli medici, al contributo degli Ordini per appianare le disuguaglianze. È il progetto che sta portando avanti la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, la Fnomceo, tramite il Gruppo di lavoro ‘Equità nella salute e nell’assistenza’, coordinato dal consigliere dell’ordine di Roma, Musa Awad. Il contesto è quello, più ampio, del lavoro di revisione del Codice Deontologico.
Il nuovo Documento, in 14 punti, è stato illustrato oggi nell’ambito del Convegno ‘Gli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri per l’equità nella salute e nell’assistenza: una sfida ineludibile’, organizzato dalla Fnomceo e ospitato a Roma, presso il Teatro Tor Bella Monaca.
”L’intento- ha spiegato Musa Awad– è quello di passare da una dimensione individuale a una collettiva, da un richiamo all’impegno del singolo professionista a quello rafforzato, di comunità professionali orientate alla giustizia sociale, consapevoli del loro ruolo e impegnate in azioni di advocacy per la salute, quali sono gli Ordini dei Medici”.

Filippo Anelli, presidente Fnomceo

“La Fnomceo e gli Ordini territoriali- ha ricordato il presidente, Filippo Anelli– già da tempo, nell’attuazione delle previsioni del Codice di Deontologia Medica, hanno assunto l’impegno di promuovere e sostenere politiche e azioni a tutela della salute, attraverso l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza. Gli Ordini hanno promosso incontri e confronti nei propri ambiti territoriali per sensibilizzare gli iscritti e per coinvolgere i cittadini nello sviluppo di attitudini maggiormente rivolte all’equità“.

E oggi sono stati proprio gli Ordini a portare le loro esperienze e prospettive. Lo hanno fatto dopo la prima parte del Convegno, moderata da Anna Maria Ferrari e Musa Awad, componente e coordinatore, appunto, del Gruppo di Lavoro Fnomceo, che ha visto le relazioni di Filippo Anelli, di Giuseppe Costa dell’Università di Torino, di Maurizio Marceca dell’Università La Sapienza di Roma, di Gianfranco Tarsitani, professore ordinario di Igiene nella Facoltà di Medicina e Psicologia e nel Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgiche e di Medicina Traslazionale dell’Università di Roma Sapienza e di Guido Giustetto, presidente dell’ordine di Torino e componente del Comitato Centrale Fnomceo.

Antonio Magi, presidente Omceo Roma

Tor Bella Monaca- ha evidenziato il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi- è un po’ il simbolo di un’area della Capitale che, purtroppo, ha delle problematiche. Chi meglio di noi poteva organizzare questo incontro? Questa struttura, questo teatro, in questo quartiere che ha problematiche che tutti conosciamo, è un punto iniziale per poter rappresentare la voce ‘equità’, che deve essere uguale per tutti. Siamo venuti noi nel quartiere. Invece di organizzare un convegno nel centro storico di Roma abbiamo preferito farlo nelle periferie, che sono quelle che hanno più bisogno di essere assistite e di essere coperte da un Servizio sanitario ottimo”.

I 14 PUNTI DEL MANIFESTO

Questi i 14 punti del Manifesto per l’Equità della Salute: Istituire presso ciascun Ordine un Gruppo di Lavoro/Commissione sul tema; adottare iniziative di sensibilizzazione sul tema dell’equità nella salute e dare informazione/diffusione dei principali documenti scientifici disponibili sul tema; sollecitare e favorire l’adozione del punto di vista dell’equità da parte di tutte le Commissioni/Gruppi di lavoro già operanti presso gli Ordini; promuovere momenti di confronto tra le iscritte e gli iscritti all’Ordine, che permettano loro di condividere esperienze professionali/personali e di ideare/programmare idonee iniziative sul territorio; ricercare e diffondere eventuali iniziative per promuovere l’equità/contrastare le disuguaglianze già implementate da ordini professionali medici o di altre professioni della salute a livello internazionale e nazionale.
E ancora: approfondire la conoscenza del proprio territorio di riferimento, individuando e caratterizzando sia le istituzioni che le Organizzazioni della società civile; invitare tali Istituzioni e Organizzazioni a momenti di conoscenza, confronto e condivisione; proporre aggiustamenti organizzativi in grado di spostare il ‘margine sociale’ in modo da includere persone e gruppi attualmente esclusi; formalizzare Accordi di collaborazione/cooperazione con le istituzioni e le Organizzazioni più significative e/o più attive, sulla base di Progetti specifici orientati all’equità.
Infine, svolgere un ruolo di garante rispetto al riconoscimento da parte delle Istituzioni delle organizzazioni del Terzo Settore che svolgono già attività di ambito sanitario di rilevante significato sociale; ricercare e diffondere, valorizzandole, le buone pratiche presenti sul territorio, con particolare riferimento alle iniziative riconducibili alla ‘Sanità/Salute di prossimità’; cercare di ‘conquistare’ spazi di ascolto/confronto all’esterno; promuovere un rinnovamento della didattica per gli studenti di medicina e delle altre professioni sociosanitarie, al fine di dare la giusta rilevanza al tema dell’equità per favorire il benessere della comunità e la coesione sociale; prevedere interventi di monitoraggio delle azioni intraprese, con specifico riferimento all’impiego dell’Health Equity Audit.

LA TAVOLA ROTONDA

A tirare le somme dei lavori, una Tavola Rotonda, moderata dal segretario della Fnomceo, Roberto Monaco, cui hanno preso parte esponenti degli ordini dei Medici, delle professioni infermieristiche, degli assistenti sociali e rappresentanti dell’Istituto nazionale dei Migranti e della Povertà, della Caritas e di Cittadinanzattiva. A chiudere l’evento, la proposta delle Officine inter Omceo per l’Equità in Salute, presentata da Giancosimo Mancini, dell’Università La Sapienza, componente del Gruppo di Lavoro Fnomceo, per ampliare il Manifesto.

All’evento ha preso parte anche il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. ”Declinare le diseguaglianze e riuscire a compendiarle dove possibile- ha detto- è l’obiettivo di questo ministero e del ministro Schillaci, persona sensibile ai temi della medicina, della salute e dell’equità di accesso”.
”Due miliardi e trecento milioni- ha proseguito l’esponente del governo- sono stati dedicati al rinnovo dei contratti del comparto medico, che era fermo al 2019, segnale tangibile del fatto che c’è un’attenzione forte nei confronti della sanità pubblica. Una sanità pubblica che noi non vogliamo disattrezzare ma che vogliamo invece rafforzare e rispetto alla quale siamo convinti sia necessario introdurre nuovi modelli organizzativi”.
”La sfida- ha inoltre sottolineato, rivolgendosi alla platea- è quella del confronto serrato con voi per capire cosa possiamo fare per migliorare le performance del nostro Sistema sanitario nazionale pubblico, anche in tema di equità e di accesso”.
”Noi- ha concluso Gemmato- non abbiamo un approccio ideologico sulla gestione della sanità, non siamo ideologicamente contrari al privato. Il pubblico va rafforzato, il privato convenzionato può essere anche uno stimolo all’azione positiva del pubblico. Ciò che va salvaguardato è, ovviamente, l’universalismo”.

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