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Birre artigianali Baladin: crowdfunding da 5 mln, in Borsa nel 2028

AttualitàBirre artigianali Baladin: crowdfunding da 5 mln, in Borsa nel 2028

Target: 100mila hl annui, 50 mln fatturato, birrificio condiviso in Brianza

Milano, 14 feb. (askanews) – Le birre artigianali Baladin si aprono alla comunità dei “baladiniani” attraverso una campagna di equity crowdfunding e si preparano, nel 2028, a sbarcare in borsa. Parte domani, infatti, la fase di pre-lancio della campagna ribattezzata “Beer Revolution” sulla piattaforma Mamacrowd che ha l’obiettivo di raccogliere fino a un massimo di 5 milioni di euro a sostegno della crescita. Ad annunciarlo a Milano il fondatore langarolo del birrificio, Teo Musso e suo figlio Isaac, recentemente entrato in azienda col ruolo di crowdfunding manager e investor relation.

“Siamo un’azienda che sta bene, siamo sani, ma vogliamo contribuire a fare un passaggio ulteriore nella rivoluzione della birra artigianale – ha detto – Avremmo potuto seguire altri percorsi, per esempio con l’ingresso di un fondo di investimento o di altre famiglie ma abbiamo scelto l’equity crowdfunding perchè abbiamo una comunità molto importante di ‘baladiniani’ quelli che sono molto legati a noi e vogliamo renderli partecipi di questo piano di sviluppo”.

Gli obiettivi di sviluppo per il birrificio, partito nel 1996 da un piccolo comune del cuneese, Piozzo, terra di vini con un migliaio di abitanti appena, sono precisi: di qui ai prossimi 5 anni punta a raggiungere un fatturato di 50 milioni, dai 18 toccati nel 2023, e un Ebitda atteso dal 22% al 25%. In termini di produzione l’obiettivo è di portare gli attuali 26 mila ettolitri prodotti ogni anno a 100mila nel 2028, considerando che per legge un birrificio artigianale può produrne un massimo di 200mila. Due i birrifici al centro dello sviluppo: quello originario di Piozzo e quello acquisito nel 2022 da Heineken a Bernareggio, in Brianza.

“Il piano a supporto di questa crescita è basato su tre pilastri – ha spiegato Teo Musso – il primo integrare una serie di figure professionali per poter crescere, poi a livello operativo a Piozzo facciamo un ulteriore passo per l’indipendenza nell’approvvigionamento dell’acqua. Abbiamo visto che scavando tra i 250-300 metri di profondità abbiamo una falda antica che ci renderebbe autonomi per l’acqua e poi ci consentirà grazie a un impianto di biodepurazione di restituire tutta l’acqua ai campi intorno”. Non solo. Per accrescere la capacità produttiva verrà sviluppato un progetto innovativo nello stabilimento di Bernareggio: “Nel 2022 abbiamo acquisito un birrificio con una capacità produttiva simile alla nostra in Brianza e lì abbiamo deciso di creare un open hub, il primo birrificio condiviso d’Italia dove portiamo nella prima fase cinque birrifici più piccoli di noi, tra i più interessanti del panorama italiano. Con loro andremo a fare cinque birre più la nostra Nazionale che saranno solo alla spina destinate al mondo della distribuzione della birra alla spina”. Il progetto, al via dalla seconda metà del 2024, coinvolgerà Ritual Lab in Lazio, Opperbacco in Abruzzo, Fabbrica Birra Perugia in Umbria, MC77 nelle Marche e Birrificio dell’Altavia in Liguria ed è destinato alla rete commerciale dei grossisti che operano nel mercato del fuori casa.

Il progetto, che segna anche un passaggio generazionale nella gestione dell’azienda, prosegue nel solco della tradizione di Baladin che ha rivoluzionato il mondo della birra artigianale italiana e arriva in un momento sfidante per il mercato: se la birra nel 2022 vale 660 miliardi di dollari e si prevede cresca a un tasso medio annuo del 2%, per le artigianali le previsioni al 2027 sono di una crescita media annua di circa il 15% a livello mondiale e del 6% a livello europeo.

“Abbiamo previsto un minimo investimento, direi democratico, di 250 euro e da lì in poi si può diventare soci. Questo è il nostro sogno al 2028 – ha detto Isaac Musso in conferenza stampa – Dopo il crowdfunding la nostra direzione preferita è quella di andare in borsa. E’ un tema che si porrà tra qualche anno ma la direzione è quella: sogniamo di fare un piccolo pezzo di storia. Io ho detto a Teo: ‘prima di andare in pensione facciamola ancora una cazzata insieme’”.

Oggi il birrificio Baladin, prima realtà a produrre una birra 100% italiana, con oltre il 95% delle materie prime che arriva dai campi coltivati direttamente dall’azienda, è per il 70% in mano alla famiglia Musso, il 16% è di Oscar Farinetti, patron di Eataly, mentre la restante quota è in mano al management. La valutazione su cui si baserà la raccolta fondi, è compresa tra “i 40 e i 60 milioni di euro”.

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