mercoledì, 15 Luglio , 26
HomeAttualitàCia: bio italiano leader in Ue, politica ora rafforzi il settore

Cia: bio italiano leader in Ue, politica ora rafforzi il settore

-

Roma, 23 feb. (askanews) – Il biologico italiano accelera, consolida la leadership in Ue e archivia definitivamente l’etichetta di settore di nicchia. Ora, però, serve uno scatto della politica: più risorse, meno burocrazia e una Pac realmente europea. A lanciare il messaggio, evidenziando le priorità per rafforzare il bio tricolore in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto a “Rivoluzione Bio”, evento centrale del Sana Food, insieme ad Anabio, l’associazione dedicata della Confederazione.

I numeri confermano un comparto in piena espansione: lato consumi, le vendite alimentari bio nel 2025 hanno raggiunto 5,5 miliardi e l’export 3,9 miliardi; lato produzione, oltre 2,5 milioni di ettari sono coltivati a biologico (20,2% della superficie agricola nazionale, la quota più alta nell’Ue) con quasi 100mila operatori, di cui il 90% aziende agricole. Inolrtre, quasi il 20% delle aziende bio è guidato da giovani (contro meno del 10% nel complesso del settore) e la superficie media aziendale supera i 29 ettari, più del doppio della media nazionale di circa 12 ettari.

“E’ un comparto dinamico, capace di attrarre nuove generazioni e investimenti: sostenibilità e redditività possono andare di pari passo – ha detto Fini – L’Italia è protagonista della transizione ecologica in Europa. Ora servono scelte politiche coerenti e lungimiranti per consolidare questa leadership”.

Ma la proposta di riforma della Pac post 2027 procede, invece, in direzione opposta. “Non lo possiamo accettare. Frammentare e rinazionalizzare la Pac significherebbe indebolire il mercato unico e mettere a rischio proprio quei settori, come il biologico, che hanno bisogno di una cornice europea forte, stabile e coerente – ha avvertito il presidente di Cia – Il bio non può diventare una variabile subordinata alle decisioni di bilancio dei singoli Paesi”.

Fondamentale, per il bio, anche la semplificazione amministrativa, che è “una condizione essenziale per crescere”. In quest’ottica, ha detto Fini, “accogliamo con favore la revisione mirata del regolamento Ue 848/2018, che punta a ridurre la complessità normativa, rendere più omogenee le regole tra gli Stati membri e facilitare lo sviluppo della filiera senza abbassare gli standard di qualità e controllo”.

A livello nazionale, “bene il via libera al marchio del biologico italiano, che dà più valore alle nostre produzioni e rafforza la trasparenza nei confronti dei consumatori”, ha aggiunto il presidente di Cia. Altre priorità riguardano “la revisione necessaria del decreto legislativo 148/2023, in particolare del sistema dei controlli e del regime sanzionatorio, oggi troppo oneroso”. Al tempo stesso, “bisogna dare piena attuazione al Piano di Azione Nazionale per il biologico 2024-2026, con interventi per stimolare la domanda, sostenere nuove conversioni, investire in comunicazione, formazione e assistenza tecnica e aggiornare il sistema informativo digitale”.

POST RECENTI

L.elettorale, blitz del ‘campo largo’ che si ricompatta

Roma, 14 lug. (askanews) – Il ‘campo largo’ si ritrova sulla legge elettorale: dopo giorni di tensioni e polemiche le opposizioni – unite – giocano...

Franchi tiratori bocciano preferenze ma maggioranza prosegue esame

Roma, 14 lug. (askanews) – La maggioranza e il governo sono stati sconfitti in aula alla Camera sulle preferenze: non è passato a scrutinio segreto...

L.elettorale, rabbia di Meloni: non tirerò a campare. E vuole verifica con alleati

Roma, 14 lug. (askanews) – Non è bastato il lavoro di presidio del Transatlantico del ministro Francesco Lollobrigida, né le rassicurazioni offerte a chi sentiva...

The Wall, I Pink Floyd Legend tornano a Roma

Roma, 14 lug. (askanews) – I Pink Floyd Legend tornano a Roma, con la messa in scena integrale di The Wall, il celebre concept album...
spot_img

POST POPOLARI