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Il padre di Vincent suicida su Tiktok: “Indagine mai fatta, i ragazzi non li tutela nessuno”

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BOLOGNA – “La cosa triste è che si archivi una indagine che non è mai stata fatta, nonostante ci siano persone ree confesse di avere bullizzato mio figlio. Sarebbe da far buttare via i telefonini perché oggi dal punto di vista legale nessuno protegge i nostri figli. Dopo tre anni, mi sento come Don Chisciotte”. Le parole piene di amarezza sono di Matteo Plicchi, padre di Vincent, il tiktoker bolognese che si è tolto la vita nell’ottobre del 2023 durante una diretta social perché vittima di false accuse sul web. Matteo Plicchi è il testimonial di uno dei progetti del Comune di Bologna contro il cyberbullismo: il dialogo con lui è in un videopodcast chiamato “Parliamone a cena”, condotto da Radio Immaginaria. Il podcast fa parte del progetto “Strade digitali”, ovvero una cassetta per gli attrezzi ideata dall’amministrazione per consentire a tutti, in particolare gli adulti, di orientarsi sui grandi temi del digitale, dalla privacy al sexting, dalla sicurezza online al deepfake.

QUIZ E VIDEOGIOCHI PER METTERE IN GUARDIA I RAGAZZI

Presentato a Palazzo D’Accursio, “Strade digitali”, prevede l’utilizzo di strumenti come quiz digitali e videogiochi per coinvolgere sulle opportunità e i rischi della rete. Un cartello, che sarà diffuso anche in forma fisica, recita: “0,8 secondi per condividere una foto, otto anni per dimenticarla”. “I ragazzi ci dicono che trascorrono anche 12-14 ore al giorno e sono ‘autodidatti’, e’ come entrare in un oceano a cui nessuno li ha preparati”, spiega lo psicologo Andrea Bilotto, presidente Aics (associazione italiana cyberbullismo e sexting). “Tanti ragazzi soffrono dal punto di vista psicologico per queste ragioni. Non possiamo non parlarne, anche se a scuola gli insegnanti ancora si lamentano per le ore di lezione perse per fare educazione digitale”. Partito da circa sei mesi “GenBo” è invece un progetto curato dalla fondazione Rusconi Ghigi. È stata selezionata una redazione di 30 ragazzi dai 16 ai 25 anni con l’obiettivo di migliorare la comunicazione sui servizi pubblici e le opportunità a disposizione degli adolescenti, “servizi che i ragazzi non conoscono”. Finora ha alcuni contenuti pubblicati con diversi follower ed è presente sui principali social come Instagram e TikTok.

“Sono progetti importanti, noi su questi temi dobbiamo usare tutto il nostro sapere pedagogico, essere adulti attenti senza essere paternalisti”, afferma l’assessore comunale alla Scuola Daniele Ara. “Non crediamo che vada proibito tutto ma dobbiamo dare gli strumenti giusti perché i ragazzi non subiscano questi mezzi ma ne siano protagonisti”.

Il murale che a Bologna ricorda Vincent Plicchi:

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