Controluna Edizioni annuncia l’uscita di “In nihil multiforme”, la nuova raccolta poetica di Jacopo Pignatiello, disponibile da giovedì 18 giugno 2026. Una silloge intensa e rigorosa che affronta il tema del vuoto nelle sue molteplici forme: assenza, memoria, desiderio, ferita e corpo diventano gli elementi centrali di una ricerca poetica capace di interrogare il rapporto tra linguaggio ed esistenza.
Con una scrittura densa, stratificata e fortemente evocativa, Pignatiello costruisce un percorso che unisce disciplina formale e tensione espressiva, alternando equilibrio e frattura, controllo e abbandono. La parola poetica assume così il valore di un gesto di resistenza, un attraversamento del dolore e della mancanza che non cede mai all’annullamento, ma prova a trasformare il vuoto in materia viva della scrittura.
“In nihil multiforme” si muove tra suggestioni della tradizione letteraria e una sensibilità profondamente contemporanea, offrendo al lettore uno spazio di riflessione sul significato dell’esistere e sulla possibilità della poesia di dare forma a ciò che spesso appare indicibile.
Tra i versi della raccolta emerge con forza una tensione vitale che attraversa l’intero libro:
«Vivi continua a vivere stringi in bocca il ferro
delle parole mute portati addosso il corpo
fiato sulla pelle stringi la carne che pulsa
sbatte pazzo contro al giorno l’uccello accecato
lascia sulle porte una ferita bianca vivi
continua a vivere impara da questo delirio
ti rende diverso e ti fa somigliare a tutto».
Jacopo Pignatiello, docente in un liceo, ha pubblicato contributi di ricerca in ambito letterario e storico. I suoi testi poetici sono apparsi su riviste online e antologie. Nel corso degli anni ha ottenuto importanti riconoscimenti nel panorama poetico contemporaneo, risultando tra i vincitori della XIII edizione del Premio Internazionale di Letteratura Italiana Contemporanea e del Gran Premio della Giuria alla XXXII edizione del Premio Ossi di Seppia.
Con “In nihil multiforme”, Pignatiello consegna ai lettori una raccolta di rara intensità emotiva e linguistica, nella quale il confronto con il nulla diventa occasione di ricerca umana e poetica. Una scrittura capace di scavare nelle contraddizioni dell’esistenza e di restituire alla poesia una delle sue funzioni più autentiche: dare voce a ciò che resta nascosto, fragile e profondamente umano.


