ROMA – Nuovo ordine di evacuazione dell’esercito israeliano sulla popolazione del Libano: ne danno notizia i media locali, riferendo che sono ancora interessati i quartieri che compongono l’area di Dahyeh, vale a dire la periferia meridionale di Beirut: Haret Hreik, Ghobeiry, Laylaki, Hadath, Bourj el-Brajné, Tahouitet el-Ghadir e Chiyah.
Quest’area, ritenuta da Israele la roccaforte del gruppo politico-militare Hezbollah, è densamente popolata; i primi quattro quartieri sono già stati oggetto di intensi e ripetuti bombardamenti da quando anche il Libano è stato coinvolto nella guerra, a partire dallo scorso 28 febbraio. Per gli ultimi tre quartieri invece si tratta del primo ordine di evacuazione.Prima dell’operazione militare israeliana, che sta invadendo il Paese dei cedri da sud con migliaia di uomini e mezzi per creare una “zona cuscinetto” di sicurezza, si stima che a Dahyeh abitassero tra le 300mila e le 700mila persone.
Oggi in un meeting a Ginevra, Karolina Lindholm Billing, rappresentante dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) per il Libano ha avvertito che il numero degli sfollati in tutto il paese è arrivato a quasi 700mila, per via degli ordini di evacuazione israeliani che hanno raggiunto “53 villaggi e aree densamente popolate in Libano” unito “all’intensificarsi dei raid aerei”. Lindholm Billing ha citato i dati delle autorità: “667mila persone in Libano si sono registrate sulla piattaforma online del governo dedicata agli sfollati – con un aumento di oltre 100mila persone in un solo giorno – e il numero continua a crescere. Circa 120mila sfollati- riporta ancora l’Unhcr- sono ospitati in siti collettivi designati dal governo, mentre molti altri sono ospitati da parenti o amici o sono ancora alla ricerca di un alloggio. Molti – spesso sfollati per la seconda volta dopo le ostilità del 2024 – sono fuggiti in fretta e furia senza quasi nulla, in cerca di sicurezza a Beirut, sul Monte Libano, nei distretti settentrionali e in alcune zone della Bekaa”.Gli attacchi israeliani ad obiettivi d Hezbollah non stanno però risparmiando l’esercito libanese: ancora imedia locali riferiscono di un soldato rimasto ucciso in un raid a Baraachit, nel sud, dove dopo una notte di intensi raid, gli attacchi stanno proseguendo.Ieri, l’alta rappresentante per la politica estera europea Kaja Kallas, pur riconoscendo “il diritto all’autodifesa di Israele, in linea con il diritto internazionale”, ha affermato che “al tempo stesso la risposta di Israele è stata pesante. La sua rappresaglia sta causando sfollamenti di massa e sta destabilizzando ulteriormente una situazione già fragile. La sovranità e l’integrità territoriale del Libano devono essere rispettate”. A causa del coinvolgimento del Libano nella guerra, le elezioni parlamentari fissate per maggio scorso sono state rinviate di due anni, prolungando un’annosa condizione di instabilità politica nel Paese.
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