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Parlamento al voto su Italia in Mar Rosso e a Gaza, opposizione divisa

AttualitàParlamento al voto su Italia in Mar Rosso e a Gaza, opposizione divisa

In commissione alla Camera opposizioni in ordine sparso:Pd a favore, M5s oggi astenuto ma in corso valutazione

Roma, 4 mar. (askanews) – Arriverà domani il voto del Parlamento sulle nuove missioni internazionali che vedranno impegnata l’Italia dal 2024: sia l’aula della Camera che quella del Senato si esprimeranno sulla partecipazione alle operazioni dell’Ue Aspides in Mar Rosso e all’operazione Levante che riguarda il conflitto Israele-Hamas. Tuttavia, alla vigilia dell’appuntamento che vedrà anche l’intervento del ministro degli Esteri Tajani prima a Montecitorio, poi a Palazzo Madama, il Parlamento non è riuscito a trovare una compattezza intorno al tema: un assaggio di quello che accadrà domani si è avuto infatti oggi nelle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera dove l’opposizione si è divisa sulla deliberazione del Consiglio dei ministri dello scorso 26 febbraio che sancisce appunto le nuove missioni internazionali delle Forze Armate. Pd, Iv e Azione hanno votato a favore con il centrodestra, M5s si è astenuto.

Per la verità il Partito democratico non è pienamente soddisfatto di come il governo Meloni sta portando avanti l’impegno italiano sul fronte mediorientale. Oggi si è visto bocciare un emendamento per il ripristino dei fondi per le Ong italiane che operano in Palestina e in Israele e dei contributi all’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente. “Senza questi fondi e senza il ruolo dell’Unrwa – commenta Lia Quartapelle – è veramente difficile consentire agli operatori di pace di aiutare la popolazione sui territori e garantire l’accesso illimitato alle cure”. Il capogruppo dem in commissione Esteri Enzo Amendola spiega che, come fatto oggi in Commissione, anche domani il Pd voterà a favore delle nuove missioni “ma – sottolinea – per aiutare in quella regione e a Gaza il ritorno della politica e delle soluzioni negoziali. Senza il cessate il fuoco a Gaza, senza una soluzione politica negoziale per liberare gli ostacoli, ma soprattutto per salvare la popolazione innocente nella Striscia, sarà complicato mantenere missioni militari in sicurezza, come ne abbiamo tante da italiani nell’intera regione”.

Dunque per lasciare traccia delle proprie critiche negli atti parlamentari i dem hanno deciso di presentare una propria risoluzione sia alla Camera che al Senato che autorizza sì le missioni ma puntualizzando nelle premesse alcuni aspetti critici che il capogruppo dem in commissione Difesa, Stefano Graziano, sintetizza così: “L’Italia può e deve essere promotrice di una forte azione diplomatica per favorire la consegna del materiale umanitario nella Striscia di Gaza. Non basta sostenere l’impegno europeo, serve un intervento concreto che passa necessariamente attraverso il potenziamento dei fondi. Sulla stampa Tajani parla di 10 milioni che però non trovano conferma negli atti ufficiali. Così come è fondamentale il ripristino dei fondi per le Ong e il coinvolgimento dell’agenzia delle nazioni unite per consentire agli operatori di pace di aiutare concretamente la popolazione e garantire accesso illimitato alle cure”.

Dunque le risoluzioni sul tavolo, al momento, sono due: quella di maggioranza e quella del Pd che per la verità ha sperato di poter coinvolgere anche M5s. Oggi però i pentastellati hanno deciso di astenersi in commissione alla Camera. Secondo quanto viene riferito, ciò che li ha fatti desistere è stata un espressione contenuta nella delibera del governo in cui si specifica che l’Operazione dell’Unione Europea Aspides ha “compiti eminentemente difensivi”. Una puntualizzazione pleonastica, secondo il parere anche del Pd, visto che le missioni italiane, in linea con la Costituzione, non possono essere che difensive. La maggioranza ha assicurato che l’espressione sotto accusa verrà espunta dalla risoluzione che sarà presentata domani e a sera i 5 stelle non danno più per scontata l’astensione. “E’ in corso una valutazione, stiamo decidendo”, spiega Marco Pellegrini, capogruppo M5s in commissione Difesa alla Camera.

Avs invece è più netta: “La missione nel Mar Rosso rischia di aumentare il livello del conflitto soprattutto se si autorizzerà l’attacco alle basi nello Yemen. Per questo non voteremo una missione che autorizza attacchi militari”, spiega Marco Grimaldi. Oggi l’unico componente di Avs in commissione Esteri Nicola Fratoianni era assente (in Difesa Avs non ha membri) perché impegnato nella missione verso Rafah. E non è stato sostituito.

A pochi giorni dal voto in Abruzzo, Fdi non manca di sottolineare le opposizioni in ordine sparso: “Ancora una volta i fatti dimostrano che non esiste all’opposizione nessun campo largo. L’opposizione si è frantumata in commissione sulle missioni. Altro che luna di miele. Quello tra Pd e M5S dimostra di essere solo un matrimonio d’interesse, combinato a soli fini elettorali. Un matrimonio destinato a fallire”, commenta il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Tommaso Foti.

Domani si comincerà alla Camera alle 9: i relatori delle commissioni Esteri e Difesa (Loperfido di Fdi e Bicchielli di Noi Moderati) prenderanno la parola per 15 minuti ciascuno. Poi si svolgerà un dibattito generale senza votazioni di circa un’ora e quaranta. Quindi verranno annunciate le risoluzioni presentate (per ora due). A seguire ci sarà la replica di Tajani, dunque il governo esprimerà il parere sulle risoluzioni. A seguire le dichiarazioni di voto e il voto. Al Senato l’appuntamento è alle 12 con le comunicazioni di Tajani e successivo dibattito e voto sulle risoluzioni.

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