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Pasta, le regole per cuocerla tagliando fino al 47% i consumi di energia

AttualitàPasta, le regole per cuocerla tagliando fino al 47% i consumi di energia

I consigli dei pastai di Uniofood per la Giornata del risparmio energetico

Milano, 13 feb. (askanews) – Uso del coperchio, meno acqua e cottura passiva. Quando prepariamo la pasta, seguendo queste tre regole, possiamo ridurre i consumi energetici fino al 47%. E se gli italiani seguissero questi accorgimenti ogni volta che, in un anno, “calano” gli spaghetti, allora il risparmio toccherebbe numeri importanti: parliamo di almeno 350milioni di chilowattora, sufficienti a illuminare gli stadi di calcio per tutte le prossime 24 stagioni di Serie A, Premier League, Liga spagnola e Bundesliga. A ricordarlo in occasione della Giornata nazionale del risparmio energetico, istituita dal Parlamento italiano il 16 febbraio del 2005, sono i pastai di Unione italiana food.

Il primo consiglio che arriva dai pastai è quello di tenere il coperchio sulla pentola quando si porta a ebollizione l’acqua, perchè ne accelera il processo. Quando si butta la pasta, il coperchio andrebbe sempre tolto, a meno che non la stiamo facendo in pentola a pressione o con cottura passiva. Usando il coperchio si risparmia fino al 6% di energia ed emissioni di CO2 equivalente (CO2e). E si risparmia anche tempo.

La seconda regola è quella di utilizzare la giusta quantità di acqua che non è più quella della regola della nonna, per ogni etto di pasta un litro d’acqua. Oggi la qualità della pasta è più alta di 40 o 50 anni fa e rilascia meno amido in cottura per cui sono sufficienti 0,7 litri di acqua per etto. Cuocere la pasta in meno acqua concentrerà l’amido e renderà più facile legare con il condimento. Usando meno acqua si tagliano del 13% i consumi di energia e le emissioni di CO2e. La pasta resta buona, e si risparmia pure il 30% di acqua.

Altro metodo green, che permette di risparmiare gas e energia, è la cottura passiva: in questo modo la pasta cuoce a fuoco acceso solo per 2-4 minuti da quando l’acqua riprende il bollore. Poi si spegne il fornello, si copre con il coperchio e la si lascia in infusione nell’acqua per il restante tempo indicato sulla confezione. In questo modo l’acqua sarà stata assorbita. Con la cottura passiva il risparmio di energia e emissioni di CO2e arriva fino al 47%.

Secondo una ricerca commissionata dai Pastai italiani a Perfect food consulting, studio di consulenza per la sostenibilità nel settore agroalimentare, seguendo queste tre semplici regole, con un consumo medio di 23,5 chili pro-capite di pasta, ogni italiano arriverebbe a risparmiare in un anno fino a 44,6 chilowattora, 13,2 chili di CO2 e 69 litri di acqua. E se lo facessimo tutti i risultati diventerebbero davvero importanti: risparmieremmo tra i 356 milioni e i 2,6 miliardi di chilowattora in un anno (pari a un secolo e mezzo di calcio in notturna in Europa, coppe comprese), 4.100 metri cubi di acqua, sufficienti a riempire 1.640 piscine olimpioniche e fino a 776 chilotonnellate di CO2e, le emissioni di una macchina per 21 viaggi andata-ritorno tra la Terra e il Sole.

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