ROMA – “Io chiederei alla Presidenza di stigmatizzare l’intervento della pregiudicata Appendino, perché…”. Interviene così il questore Paolo Trancassini (Fdi), prendendo la parola nell’aula della Camera, per rispondere alle parole della deputata 5 stelle Chiara Appendino che chiedeva alla premier Giorgia Meloni di venire a riferire sull’incontro che ci sarà oggi a Bruxelles.
Parole che suscitano l’ira e le proteste dai banchi dell’opposizione, con la presidente di turno Anna Ascani che cerca di riportare l’ordine in aula: “Colleghi, un attimo, adesso ascoltiamo il collega… Colleghi. Colleghi, un attimo. Adesso ascoltiamo il collega Trancassini, poi le do la parola. Colleghi e colleghi, adesso ascoltiamo il collega Trancassini, poi… Cos’è che non può dire collega? Qui, in quest’aula, in quest’aula, nessuno può offendere nessuno. A prescindere dal ruolo, nessuno può offendere nessuno. Vale per questa parte, vale per l’altra. Adesso, collega Grimaldi, lei non può rivolgersi così alla Presidenza. Poi, se vuole la parola, la chiederà. Chiaro?”. Nel riprendere il suo intervento, Trancassini ribadisce, però, quanto detto poco prima: “Ovviamente chiedevo alla Presidenza, se lo riteneva, di stigmatizzare l’intervento che mi ha preceduto perché ha dato per due volte della tronista alla Presidenza del Consiglio. E io penso che questa cosa non si possa fare e non fa parte della dialettica parlamentare. Quanto al fatto che ho dato della pregiudicata alla collega, mi attengo ai fatti di cronaca e quindi, non mi pare di aver detto nessuna menzogna e nessuna offesa. Una persona condannata in via definitiva in questa nazione è un pregiudicato”.
La deputata 5 stelle Carmela Auriemma difende la collega Appendino: “L’intervento del deputato Trancassini è gravissimo. Chiediamo che si apra un procedimento disciplinare nei confronti di questo questore che offende in maniera gratuita. Non esiste che si dia del pregiudicato a un altro collega”. Anche il deputato di Avs Marco Grimaldi prende la parola e replica subito a chi dai banchi della maggioranza urla ‘comunista’: “La parola comunista non sarà mai per noi un’offesa”. A maggior ragione “se detta da post fascisti che non hanno neanche il coraggio di capire cosa sono stati in questo Paese. Mi verrebbe da dire da che pulpito, ma a differenza del questore Trancassini noi rispettiamo l’aula e i colleghi e non penseremmo mai di dare a un ministro dell’indagata invece di chiamarla ministra. Oppure di chiamare in aula in questo modo il vicepresidente del gruppo, una persona condannata. Questore Trancassini è meglio che capisca che il nostro ruolo è quello di fare l’opposizione. Invito quindi ad abbassare tutti i toni e a non nominare i parlamentari con epiteti”. Poi replica al deputato Costa che urla in aula: “Costa fa il garantista solo per i colletti bianchi suoi amici”. Al termine dello ‘scontro’, la presidente di turno Ascani ribadisce che “qui dentro non sono consentite offese a nessuno”.
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