MELONI IN SENATO: “L’ITALIA NON ENTRERÀ IN GUERRA”
“L’Italia non è in guerra e non vuole entrarci”. In Senato, Giorgia Meloni fissa i paletti sulla crisi in Iran: condanna per la strage delle bambine a Minab e critiche ai raid di Stati Uniti e Israele, definiti “fuori dal diritto internazionale”. La premier respinge le accuse di complicità e chiede unità alle opposizioni: “Tuteliamo l’interesse nazionale”. Sul fronte interno, stop alla speculazione sui carburanti con la minaccia di tassare gli extra-profitti. Sulle basi americane, Meloni rassicura: “Nessuna richiesta pervenuta, in ogni caso sarà il Parlamento a decidere”. Intanto il ministro della Difesa Guido Crosetto informa che l’Italia “lavora a una soluzione multilaterale per lo Stretto di Hormuz”, fondamentale per la sicurezza del passaggio marittimo.
IRAN. OPPOSIZIONI: “NO A BASI ITALIANE PER CONFLITTO”
Opposizioni in ordine sparso sulle comunicazioni in Parlamento di Giorgia Meloni ma con un punto in comune: “No all’utilizzo delle basi italiane nel conflitto in Iran”. Lo chiedono Pd, AVS E M5s nelle rispettive risoluzioni presentate e poi bocciate dall’aula. La minoranza rispedisce al mittente anche la proposta, avanzata dalla presidente del Consiglio, di un tavolo sulle emergenze: “Noi l’aspettiamo sempre in Parlamento”, dice dal Pd Francesco Boccia. Ancora più netto Giuseppe Conte: “Non servono inutili passerelle a Chigi per essere presi in giro come sul salario minimo”. Sulla mancata unità delle opposizioni si è espressa Elly Schlein commentando: “E’ sempre stato così”.
GOVERNO APRE AD ‘ACCISE MOBILI’, “PIÙ TASSE PER CHI SPECULA”
Il Governo sta “valutando di attivare il meccanismo delle ‘accise mobili’ nel caso i prezzi dei carburanti aumentassero in modo stabile”. Ad annunciarlo la premier Giorgia Meloni, mettendo in guardia i ‘furbetti’: “Siamo pronti- assicura parlando in Senato- a recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”. L’energia sarà uno dei temi al centro del prossimo Consiglio europeo: “L’Italia punta sulle rinnovabili, su cui l’obiettivo è non pagare l’Ets, ma guarda anche al nucleare di nuova generazione”, le parole della premier. In sede Ue si parlerà anche di migranti: “Si va verso l’approvazione di un pacchetto di norme importantissimo da noi sostenuto”, conclude.
“DOPO IL REFERENDUM FAREMO I CONTI”, BUFERA SU PAROLE GRATTERI
Scoppia un nuovo caso a pochi giorni dal referendum sulla giustizia. “Dopo il voto faremo i conti”, avrebbe detto Nicola Gratteri, contattato da Il Foglio per la sua battuta sul cantante Sal Da Vinci che, secondo il Procuratore di Napoli, “voterebbe no”. Il direttore del ‘Foglio’, Claudio Cerasa, pubblica sui social il contenuto della conversazione. “Gratteri ci ha detto ‘Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum faremo i conti”. Immediata la polemica politica. Fdi, Forza Italia e Lega invocano l’intervento dell’Ordine dei giornalisti e chiedono a Nordio un’informativa urgente in Parlamento. Per Carlo Calenda, “Gratteri è fuori controllo”. Secondo il ministro Tajani e il sottosegretario all’Editoria Barachini “sono parole che sembrano intimidazioni”.
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